"La figlia del Nilo" di Marie Benedict

 


Titolo: La figlia del Nilo
Autrice: Marie Benedict
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Gradimento:  3,5 ⭐ /5
Pagine: 423
Prezzo: cartaceo 12,25€ / ebook 6,99
Data di pubblicazione: 26 giugno 2026

SINOSSILa storia ha cercato di cancellarla. Lei è determinata a non farla dimenticare. Negli anni Venti, l’archeologo Howard Carter e Lord Carnarvon di Highclere Castle fecero scalpore in tutto il mondo con la scoperta della tomba colma di tesori del giovane faraone Tutankhamon. Ma dietro quell’impresa archeologica c’era Lady Evelyn Herbert, figlia di Lord Carnarvon, il cui spirito temerario e la cui instancabile curiosità resero possibile quel ritrovamento epocale. Quasi tremila anni prima, un’altra donna aveva sfidato le aspettative del suo tempo: Hatshepsut, la regina-faraone perduta d’Egitto, il cui regno audace e visionario fu quasi cancellato dalla Storia. Quando Evelyn diventa ossessionata dall’idea di trovare la tomba segreta di Hatshepsut, è pronta a rischiare tutto pur di svelare la verità sul suo regno e di far restare in Egitto, nella loro legittima patria, i preziosi reperti. Ma mentre le tensioni politiche crescono, sarà costretta a una scelta impossibile: proteggere l’eredità di suo padre o forgiare la propria. Questa è la storia di due donne ambiziose vissute a secoli di distanza. Entrambe furono costrette a nascondere la propria natura durante la loro vita, eppure cambiarono per sempre il corso della Storia.




IL MIO PENSIERO SUL LIBRO


In questo romanzo si alternano le voci di due donne: quella della regina Hatshepsut e quella di Eve Carnarvon. Ambientato agli inizi del Novecento, Eve ha il forte desiderio di trovare la tomba di Hatshepsut. Suo padre, Lord Carnarvon, finanziò diversi scavi in Egitto, grazie ai quali scoprì per esempio la tomba di Tutankhamon. I capitoli dedicati alla regina Faraone Hatshepsut sono ambientati a Tebe intorno al 1500 a.C.

Adoro quando due epoche storiche si mescolano, un po' come nei romanzi di Lucinda Riley. Le due protagoniste sono donne forti e coraggiose, mi sono piaciute molto entrambe. Tuttavia, ho preferito e mi ha appassionata maggiormente il racconto della vita di Hatshepsut. Il romanzo è scorrevole e lo consiglio per chi ama questo genere di lettura, ma non mi ha convinta del tutto. Non so se sia dovuto al fatto che l'ho letto nell'ultima settimana di lavoro, prima delle ferie, quindi con una stanchezza mentale molto elevata, ma in certe parti l'ho trovato poco coinvolgente e lento, soprattutto nella fase iniziale del libro. Poi, da metà libro mi è sembrato più avvincente. Però, a fine lettura, la mia sensazione era come se mancasse qualcosa, ma non so dirvi esattamente cosa. Il finale, per me, ha avuto un gusto un pò amaro per il destino della figura di Hatshepsut, ma per motivi di spoiler, non posso dirvi di più. In ogni caso, lo consiglio a chi, come me, ama la storia dell'Egitto.

    Elena

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