"Diari" di Sylvia Plath

 


Titolo: Diari
Autrice: Sylvia Plath
Casa EditriceAdelphi
Gradimento:  💛💛💛💛 e mezzo /5
Pagine: 433
Prezzo: cartaceo 15,00€ 
Data di pubblicazione nuova edizione: 24 marzo 2004
Anno Prima pubblicazione: 1998

DESCRIZIONEQuando si comincia a leggere questi diari si ha l'impressione di seguire le febbrili annotazioni di una bella ragazza americana che scopre l'Europa: tutto vibra, tutto sprizza energia, c'è un senso di attesa che si impone su tutto. Ma presto ci accorgiamo che le cose non stanno così. O meglio, non soltanto così. E ci immergiamo in una lettura sempre più appassionante e talvolta angosciosa: il giornale di bordo di una sensibilità acutissima, lacerata e drammatica, quella di una scrittrice che per i suoi versi e per il suo tragico destino è diventata un emblema, un vero culto, per molti lettori.





IL MIO PENSIERO SUL LIBRO


"Diari" racconta la vita dell'autrice dal 1950 al 1962. La sua vita come studentessa al college, e poi della sua vita lavorativa, per un breve periodo fece anche l'insegnante. Parla anche della sua famiglia: si sposò con Ted Hughes, un matrimonio travagliato, ed ebbero due figli: Frieda e Nicholas. In tutti questi anni, la depressione era sempre lì in agguato. Tentò il suicidio la prima volta nel 1953 e poi nel '63, quando morì all'età di 30 anni. Sylvia Plath amava scrivere poesie, e pubblicò solamente un romanzo semi autobiografico dal titolo "La campana di vetro", che leggerò sicuramente. Non subito, perché prima ho bisogno di metabolizzare questo libro.

Negli ultimi anni, quando finisco di leggere un libro cartaceo, lo porto, e lo regalo, alla biblioteca del mio paese. Questo no, questo libro voglio tenerlo. A casa mia e vicino al cuore.
Leggendo i diari di Sylvia Plath mi è sembrato di percepire la sua anima. Provare questa sensazione mi ha fatto amare fin da subito la sua penna e quindi il suo libro. Leggere i suoi diari è stato un viaggio emozionante, ma anche doloroso. Una ferita al cuore. Un viaggio che comunque rifarei.

C'è una parte del libro che mi ha toccato profondamente quando la madre di Sylvia, Aurelia, dice di aver consentito alla pubblicazione di quelle pagine del diario di sua figlia, in cui l'autrice parla delle sue sedute di terapia,  anche se per lei sono state tremendamente dolorose.
L'autrice si spoglia completamente e dichiara apertamente il suo odio verso la madre. Parole durissime, che non possono lasciare indifferente chi legge. 

"[..] l'importanza di questo materiale per l'opera di Sylvia Plath è evidente ed è nell'interesse di una maggiore comprensione della sua condizione emotiva che ne autorizzo la diffusione. Aurelia Plath" Pagina 318 🩷

Si percepisce che la madre va oltre il proprio dolore per amore della figlia. Un grandissimo gesto, per come la vedo io. 

In questo libro traspare anche  il suo amore per la poesia, che per lei è quasi un' ossessione. Come me, anche lei, amava Virginia Woolf, da cui trasse anche ispirazione per i suoi scritti. 
Un libro difficile da leggere, ci ho messo parecchio tempo a terminarlo, perché avevo bisogno di pause, ma che alla fine, nel bene e nel male, mi ha arricchita. E, quindi, posso dire di essere contenta di aver conosciuto, tramite le sue stesse parole, questa autrice e questa donna straordinaria che non dimenticherò facilmente. 🩷


    Elena






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