"La Torre Nera 2. La chiamata dei tre" di Stephen King
Titolo: La chiamata dei tre
Serie: 2° La torre nera
Autore: Stephen King
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Gradimento: 💛💛💛💛/5
Pagine: 469
Prezzo: cartaceo 14,00 € - ebook 9,99 €
Data di pubblicazione: maggio 1987
Book Challenge febbraio 2024: storia con 4 protagonisti
TRAMA: "La chiamata dei tre" riprende la narrazione delle gesta di Roland, l'eroe solitario deciso a raggiungere la misteriosa Torre. Nel loro definitivo confronto-scontro l'uomo in nero aveva predetto la sorte a Roland con uno strano mazzo di tarocchi. Ora il pistolero si ritrova seduto su una spiaggia del Mare Occidentale, dopo un sonno che forse è durato anni. Sa che dovrà trovare le tre porte spazio-temporali per introdursi nel nostro mondo e raggiungere così i tre predestinati. Ma come individuarle? Mentre medita sul da farsi, mostruose creature emergono dalle acque e tentano di divorarlo, mutilandolo orrendamente.
IL MIO PENSIERO SUL LIBRO
{Rilettura ❤️} Secondo libro della saga "La Torre Nera".
Roland si trova da solo sulla spiaggia del Mare Occidentale, quando viene ferito dalle aramostre, mostri simili ad enormi aragoste, con chele estremamente velenose. Questi mostri sussurrano delle domande inquietanti e incomprensibili: "Didacevi? Damaciami? Didarami?" .
La missione di Roland è quella di trovare "I tre" , ossia i suoi compagni di viaggio verso la ricerca della Torre, come l'uomo in nero gli aveva predetto alla fine del primo libro. Troverà tre porte, che sono dei portali, che gli permetteranno di entrare in contatto con alcune persone del nostro mondo, precisamente a New York, anche se in epoche diverse ( per esempio, 1964 e 1987)
A causa delle profonde ferite provocate dalle aramostre, Roland ha la febbre dovuta all' infezione. E per tutto, o quasi, il romanzo non sarà proprio in forma. L'unica cosa che può salvarlo è un antibiotico.
Le aramostre mi hanno abbastanza terrorizzata per tutto il libro. Quindi, anche se penso che questo sia un ottimo libro sotto molti punti di vista, non è il mio preferito della saga proprio per questi mostri davvero simpatici (ovviamente, in senso ironico, di simpatico non hanno proprio niente!).
King ha scritto un romanzo geniale per come ha gestito i tre fattori-pilastro di questo libro: spazio, tempo e dimensione. Questo aspetto mi ha affascinata molto già alla prima lettura nel 2015, ma anche oggi, a distanza di tempo, lo trovo ancora una parte originale della storia.
Questo libro ha una narrazione più dinamica e adrenalinica rispetto al primo romanzo, grazie anche all'introduzione di nuovi personaggi.
Amo Roland perché è saggio e profondo, nonostante sia un uomo rude, semplice e diretto. Ho amato il rapporto tra Eddie Dean e Roland, per come evolve, i loro dialoghi, l'affetto e l'amicizia che nasce e si sviluppa velocemente.
Eddie nei dialoghi, a volte, usa termini che Roland non conosce, come per esempio la parola "strizzacervelli". La maggior parte delle volte tenta di spiegarglieli, altre volte ci rinuncia. Mi è piaciuto questo modo di narrare i loro dialoghi, come per evidenziare il fatto che provengono da due mondi diversi.
Sicuramente il personaggio più interessante è Detta Walker, perlomeno sotto il profilo psicologico, perché è una vera pazza furiosa. Difficile non provare antipatia nei suoi confronti.
Roland avrà il suo bel da fare a coinvolgere Eddie e Susannah nella sua ricerca verso la Torre, ma il suo Ka-tet ( gruppo di persone unito dallo stesso destino) si rivelerà essere davvero speciale. ❤️
Citazioni che mi sono piaciute:
"La nostra vita è come questi castelli che costruisco. Certe volte cadono per una ragione, certe altre cadono per nessuna ragione al mondo."
"Era Eddie a non conoscere la storia, un Eddie che tornava ad avere la mente lucida forse per la prima volta da dieci anni o più. Eddie non stava raccontando la sua storia a Roland; Eddie stava finalmente raccontando la storia a se stesso."
"Tanto vale bersi l’oceano con un cucchiaino piuttosto che discutere con un innamorato."
Elena

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