"After dark" di Haruki Murakami
Titolo: After dark
Autore: Haruki Murakami
Casa Editrice: Einaudi
Gradimento: 💛💛💛💛 /5
Pagine: 170
Prezzo: cartaceo 12.00 € - ebook 7,99€
Data di pubblicazione: 28 maggio 2013
Book Challenge annuale 2024: Titolo che inizia per la lettera "A"
TRAMA: Tokyo, un quartiere che inizia a vivere quando cala il buio, strade dove le insegne di bar e night club restano accese fino all'alba. Dalla mezzanotte alle sette del mattino, alcune persone sono casualmente coinvolte in una squallida vicenda di violenza. All'Alphaville, un love hotel gestito da Kaoru, un'ex campionessa di lotta libera, una giovane prostituta cinese viene picchiata da un cliente che poi fugge. In una caffetteria poco distante, Mari, una diciannovenne studentessa di cinese in cerca di solitudine, sta leggendo un libro; Takahashi, un giovane musicista jazz disinvolto e chiacchierone, vorrebbe attaccare discorso ma si scontra con la sua reticenza. Tuttavia, quando Kaoru cerca qualcuno che faccia da interprete alla prostituta ferita, Takahashi, che con il suo gruppo sta provando in uno scantinato vicino all'albergo, le suggerisce di rivolgersi alla giovane. Mari viene cosi a contatto con un ambiente a lei estraneo, ma paradossalmente riesce a comunicare con le persone che vi incontra in modo spontaneo e profondo: per la prima volta vince la riluttanza a parlare di Eri, la sorella maggiore, caduta in un letargo volontario dal quale non sembra volersi svegliare. L'immagine della bellissima ragazza che sta per essere inghiottita nel nulla attraverso lo schermo di un televisore apre un pericoloso spazio onirico nel quale rischia in ogni momento di scivolare la realtà.
IL MIO PENSIERO SUL LIBRO
La storia di questo libro si svolge nell'arco di una notte. Mari è una giovane studentessa di 19 anni che, dopo aver perso il treno per tornare a casa, decide di passare la notte in un bar a leggere. Pensa di poter passare la serata tranquilla, invece, nel locale entra Takahashi, che la riconosce. Lui è stato il compagno di scuola di Asai Eri, la sorella maggiore di Mari. I due si mettono a chiacchierare. In realtà, è lui che parla e parla, Mari si limita ad ascoltare. Poi, Takahashi la saluta, perché deve andare a fare le prove con il suo gruppo. Lui suona il trombone.
Mari riprende a leggere, ma di nuovo viene interrotta. Questa volta a disturbare la sua lettura, è una signora di nome Kaoru, che gestisce un love hotel. Una prostituta cinese è stata picchiata. La ragazza parla solo il cinese, e non il giapponese. Dato che Mari conosce il cinese, Kaoru le chiede di aiutarla a comunicare con la povera ragazza, vittima di maltrattamenti. Altri capitoli sono, invece, dedicati alla sorella di Mari che dorme. Queste scene mi hanno trasmesso molta inquietudine ma allo stesso tempo curiosità.
Quest'anno ho proprio voglia di leggere autori giapponesi, o italiani che scrivono romanzi ambientati in Giappone (ho già una bella lista al riguardo). Diversi anni fa lessi "Kafka sulla spiaggia", non è che non piacque, semplicemente non era il momento giusto per me di leggerlo. Perché non ero matura. Credo che per comprendere la lettura giapponese, bisogna essere pronti. Perché nei romanzi di Murakami, ma anche di Banana Yoshimoto (che adoro), c'è tanta profondità e saggezza che si raggiunge solo con l'età e con l'esperienza della vita.
Tornando a questo libro, l'elemento importante è la notte che è il simbolo del sonno, ma qui è giusto il contrario, perché i personaggi sono belli svegli e attivi. La notte è soprattutto oscurità, paura, solitudine. Tutti i protagonisti, infatti, si ritrovano soli con i loro segreti. Una storia che mi ha affascinata per questo, ma anche perché è piena di magia e mistero. L'autore tratta il tema dei problemi adolescenziali con delicatezza e profondità. L'aspetto, però, che mi è piaciuto di più è il modo di raccontare cinematografico. Mentre leggevo, infatti, mi immaginavo proprio un set con le scene, come fosse un film. E a tratti, il suo stile narrativo mi è sembrato quasi poetico. I protagonisti, poi, mi sono piaciuti moltissimo, il modo di parlare di Takahashi, i suoi dialoghi con Mari hanno catturato la mia attenzione e curiosità. Lui è sincero e quasi malinconico e si crea un bel legame con Mari, anche se lei è più taciturna rispetto a lui, ma poi alla fine, si aprirà. L'epilogo non era sicuramente come mi aspettavo, ma mi ha colpita, proprio per come viene descritta questa ultima scena. Se dovessi usare una parola per definire questo finale, direi enigmatico.
Curiosità: a inizio di ogni capitolo c'è un piccolo disegno con l'orologio, per fare capire al lettore il lento trascorrere del tempo.
Una lettura che mi è piaciuta molto e che consiglio. Sicuramente, recupererò tutti gli altri libri di questo autore così amato.
Citazioni che mi sono piaciute:
"Quali che siano le intenzioni di ognuno di noi, veniamo trascinati insieme lungo lo scorrere del tempo alla stessa velocità."
"A volte ho l’impressione di fare una gara di corsa con la mia ombra,– risponde Kōrogi.– Per quanto io corra veloce, non riesco a seminarla. Perché dalla propria ombra non si può fuggire."
"La nostra vita non è che si possa dividere semplicemente in due, allegra o triste. Fra questi due estremi c’è tutta una serie di sfumature. Una persona equilibrata riconosce e cerca di capire la gradazione di queste sfumature. E per acquisire equilibrio mentale sono necessari tempo e sforzo adeguati."
"Dalle finestre arriva il rumore dei preparativi per la colazione. Voci di persone che si chiamano. Anche qui la giornata nuova di zecca sta per cominciare. Forse una giornata banale come tante altre, forse una giornata straordinaria che resterà nella memoria in tanti sensi. Comunque sia, al momento per tutti è ancora una pagina bianca sulla quale non c’è scritto nulla."
Elena

Commenti
Posta un commento