"Le avventure di Gordon Pym" di Edgar Allan Poe
Nantucket. Il giovane Arthur Gordon Pym, e il suo amico Augustus, figlio del capitano, s'imbarcano clandestinamente a bordo del Grampus. Il piano era di tenere nascosto Gordon, finché non fossero arrivati troppo lontano da non poter invertire la rotta per riportarlo a terra. Ma il sogno di Gordon di fare avventure in mare, si trasforma presto in un incubo, a causa di un ammutinamento sulla nave. Scoprirà cosa significa avere fame e sete, oltre alla sofferenza fisica.
Il romanzo,
scritto sotto forma di diario, è diviso in due parti, non vi dirò nulla sulla
seconda parte, per non rovinarvi il piacere della lettura. Vi posso dire però
che mi è piaciuta di più la prima parte, quando sono in mare.
Una storia che mi ha coinvolta anche per come Poe ha affrontato i vari temi: la morte, la disperazione, la paura, la lotta per la sopravvivenza, l' esplorazione delle isole e la scoperta degli indigeni dal carattere crudele. Mi sono piaciute anche tutte le descrizioni della vita di mare, degli animali e delle ambientazioni.
Per quanto riguarda le descrizioni delle indicazioni di longitudine e latitudine, se da una parte posso apprezzarle per la ricerca e la precisione da parte dell'autore, dall'altra parte le ho trovate noiose, e rallentano un pò il ritmo narrativo. Adoro i libri che parlano di avventure per mare, soprattutto se ci sono i pirati, ma non è questo il caso.
Vi avviso che
il finale è aperto (aspetto che di solito non mi piace), e secondo me, ognuno
di noi può dare una sua interpretazione personale a questo epilogo, che tutto
sommato non mi è dispiaciuto.

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