"La figlia della foresta" di Juliet Marillier
Basato su una solida conoscenza del mondo celtico e ispirato all'antico racconto I sei cigni, ripreso anche dai Grimm e da Andersen, La figlia della foresta intreccia tipici elementi fiabeschi (la matrigna malvagia, la metamorfosi magica, l'imposizione del silenzio) con le vicende di una vera famiglia che affronta difficoltà di ogni genere mettendo a dura prova i propri valori. È un'indimenticabile storia di coraggio che nasce dalla perdita, e di vite per sempre trasformate, capace, come le migliori leggende, di risvegliare in chi legge allo stesso tempo il senso del meraviglioso e la consapevolezza dei misteriosi schemi dell'esistenza.
Irlanda, X secolo. Lord Colum di Sevenwaters si è risposato con la crudele
Lady Oonagh, che ha stregato il marito e ha lanciato un incantesimo ai 6 figli
maschi di Lord Colum. L'incantesimo potrà essere sciolto solamente dall'unica
figlia di Lord Colum, la giovane Sorha. Ma non sarà affatto facile. La signora
della foresta dice a Sorha che dovrà cucire 6 camicie, una per ogni fratello,
fatte con una pianta simile all'ortica. E non dovrà mai parlare con nessuno.
Dovrà rimanere in assoluto silenzio finché non avrà finito tutte e 6 le
camicie.
Questo romanzo è un fantasy-fiaba. Infatti, è ispirato alla fiaba "I 6 cigni" dei fratelli Grimm. L'idea di base del romanzo è molto bella, ma purtroppo non mi ha appassionata come speravo. Oltre al fatto che l'ho trovato troppo lento, ci ho impiegato molto a leggerlo, perché non riuscivo ad andare avanti. Si riprende, a mio avviso, verso la fine quando la trama prende un ritmo decisamente più movimentato. Ho apprezzato, comunque, alcuni aspetti del romanzo, come le avversità che Sorha dovrà affrontare: la sofferenza fisica, la lontananza da casa (sarà esiliata), la determinazione nel salvare i suoi fratelli, la resilienza, l'inventarsi un suo modo per comunicare (visto che non può parlare) con le altre persone, un modo per farsi capire da loro. Bella anche l'ambientazione, e la descrizione dei rapporti - non troppo amichevoli - tra il popolo irlandese e quello britannico. Ma niente di più, i protagonisti non mi hanno emozionata, solo verso la fine, ma troppo poco. Se vi piace il genere, provate lo stesso a leggerlo, magari a voi piacerà, anzi lo spero.

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