"Il racconto dell'ancella" di Margaret Atwood

 


Titolo: Il racconto dell'ancella
AutoreMargaret Atwood
Casa Editrice Ponte alle Grazie
Gradimento:  💛💛💛💛/5
Pagine: 339
Data di pubblicazione27 giugno 2019
Book challenge novembre 2022distopico

TRAMAIn un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c'è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull'intreccio tra sessualità e politica. Quello che l'ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.


MIO PENSIERO SUL LIBRO

A causa di una crisi ambientale e sociale, gli Stati Uniti sono diventati un sistema totalitario, dove alla donna sono stati privati ogni tipo di diritto e libertà. La donna è solo un oggetto, un contenitore adatto all'unico scopo della procreazione. La classe sociale femminile è divisa in: Mogli, per occuparsi della famiglia, hanno più privilegi ma anche loro sono sottomesse agli uomini. Marte, per svolgere le mansioni domestiche. Ancelle, per garantire una discendenza. Nondonne, tutte le altre (ribelli, sterili, omosessuali) , destinate ai lavori forzati e alla morte.

La storia è narrata dal punto di vista dell'ancella Offred, tra passato e presente. Di proprietà del comandante, Offred - nemmeno il nome è suo, ma le è stato assegnato - deve sottomettersi alle sue volontà. Il passato nel libro è il nostro presente. Il futuro del libro sembra ambientato nel medioevo per quello che riguarda la figura femminile.

Sicuramente , è un libro che fa riflettere su varie tematiche. La morale che ho colto io è che dobbiamo apprezzare quello che abbiamo perché non sappiamo cosa ci riserverà il futuro. Anche se inizialmente ho dovuto fare uno sforzo per capire il contesto e l'ambientazione, lo stile narrativo poi mi ha totalmente rapita.

Ho provato paura per quello che potrebbe succedere alle donne, a me. Mentre leggevo, ho sperato, pregato, perché un atrocità del genere non possa mai avverarsi. Spero che nel futuro, la società, il mondo per come lo conosciamo, possa solo progredire, e mai, MAI, tornare indietro.

Sono rimasta un po' male per l'epilogo perché non c'è una chiara conclusione. Però, poi, riflettendoci, in fondo, è meglio così, come l'ha voluto la scrittrice, è bello nella sua originalità. 

Vi lascio alcune citazioni che mi hanno colpita:

<<Esiste più di un genere di libertà, diceva Zia Lydia. La libertà DI e la libertà DA. Nei tempi dell'anarchia, c'era la libertà DI. Adesso vi viene data la libertà DA.Non sottovalutatelo.>>

<<La normalità, diceva Zia Lydia, significa ciò cui si è abituati. Se qualcosa potrà non sembrarvi normale al momento, dopo un pò di tempo lo sarà. Diventerà normale. >>

<< Ricorda, però che anche il perdono è un potere. Chiederlo è un potere, e negarlo e concederlo è un potere, forse il più grande>>.


Elena




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