"Forrest Gump" di Winston Groom
Forrest Gump è un ragazzo con un quoziente d'intelligenza molto basso rispetto alla media. Lui però riesce a trasformare la sua "diversità" in qualcosa di positivo e speciale, senza nemmeno accorgersene. In questo libro , Forrest ci racconta la sua vita piena di avventure pazzesche, alcune belle, altre più drammatiche. Inevitabile fare il confronto con il bellissimo film con Tom Hanks. Anche se in entrambi, film e libro, ci sono gli stessi personaggi (l'amico Bubba, e il tenente Dan, Jenny), ci sono anche molti aspetti diversi.
La
caratterizzazione dei personaggi è diversa, più approfondita nel libro. Forrest
è un ragazzo semplice ma dal cuore d'oro. Leggere i suoi pensieri permette al
lettore di capire le mille sfaccettature di questo protagonista. Poi, le
avventure nel libro sono molte di più. E il suo rapporto con l'amata Jenny è
più tormentato nel libro, ma con aspetti più positivi rispetto al film, a mio
parere.
La storia viene narrata tra gli anni cinquanta e Ottanta. Non è mai noiosa, ripetitiva o lenta. Mantiene sempre un ritmo costante. Anche se mi chiedevo: ma quando si fermerà? Forrest non sta mai fermo per troppo tempo, parte sempre per nuove avventure. Io non ci riuscirei mai. Elementi simili al film sono: la sua dote di correre veloce che lo porterà ad essere bravissimo nel football americano, il suo sogno, insieme a Bubba, di aprire un'attività sulla coltivazione dei gamberetti, la guerra in Vietnam.
Mi è piaciuta la sua bravura nel giocare a scacchi, bellissima quella parte. Qui nel romanzo troviamo tante altre esperienze, positive e negative. Le parti in cui Forrest viene preso in giro per la sua disabilità, non sono mai pesanti, anche grazie all'ironia usata dallo scrittore per rendere il romanzo più leggero, ma di sicuro fanno riflettere. Forrest è una persona sensibile, soffre per la sua condizione, ma non perderà mai il suo ottimismo. Perché è questo il miglior modo per affrontare le avversità della vita

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