"Delitti a Fleat House" di Lucinda Riley
Regno Unito. Jazz Hunter, una detective di Scotland York, è scappata per rifugiarsi in campagna, lontano dal marito, anche lui poliziotto, che l'ha tradita con una loro collega. In una scuola privata frequentata da ragazzi ricchi, viene trovato morto uno studente, Charlie Cavendish, ucciso con due pastiglie di aspirina, a cui era fortemente allergico. Jazz viene incaricata di risolvere il caso. Ma Charlie non sarà l'unica vittima della Fleat House, il dormitorio degli studenti. Ce la farà Jazz a risolvere il caso, insieme al collega Miles?
Un thriller
che mi ha letteralmente presa dall'inizio alla fine. Tanti i personaggi in
questo romanzo, e anche se questo richiede una maggiore attenzione da parte del
lettore, è un aspetto che mi piace molto. I personaggi sono quasi tutti
intrecciati tra di loro, forse questo è un tantino esagerato, ma quando alla
fine vedi che ogni tassello va al proprio posto, puoi solo che sentirti
soddisfatta della storia e i piccoli difetti narrativi possono passare in
secondo piano.
Ci sono delle love story, ma niente di esagerato dal punto di vista romantico. Non mi è piaciuto Patrick, l'ex marito di Jazz, che torna da lei solo quando si ritrova "solo", e si comporta da persona che si sente superiore a tutto e a tutti. Per colpa sua, Jazz voleva lasciare il lavoro in Polizia. Un personaggio più odioso, la Riley non poteva crearlo!!!
In questo romanzo, la Riley affronta il tema della adozione, della separazione e del divorzio, e la conseguenza sofferenza non solo per i coniugi, ma anche e soprattutto per i figli. Per tutti questi fattori, considero questo romanzo un buon libro che consiglio, anche perché fino alla fine io non avevo proprio capito chi fosse l'assassino.

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